Gruppo missioni e carità
Catene in missione:
Il gruppo missionario di Catene nasce nel 2000, con il nome di Gruppo Carità, dopo il ritorno di una parrocchiana da un’esperienza missionaria in Ecuador nella missione di Padre Antonio Polo a Salinas. Dopo questa esperienza inizia l’attività di sostegno della missione di Salinas, attraverso la vendita di prodotti artigianali provenienti dalla missione stessa e la realizzazione dell’Hogar Femmenino (casa di accoglienza per ragazze abbandonate) grazie al contributo di tutta la comunità.
In seguito all’esperienza missionaria di altre persone della parrocchia, lo sguardo si è rivolto anche ad altre missioni: Casa degli Angeli a Bangkok in Thailandia, Ol-Moran in Kenya, Hogar S. Maria de Los Angeles in Bolivia.
Componenti: Gianluca Zanardo, Raffaella Sottana, Daniele Sella, Stefania Pustetto, Antonella Volpato, Cristina, Francesco Lazzarini

Attività: mercatini della solidarietà con la vendita di oggetti, dove partecipano anche privati e associazioni (Epifania, Catene in Festa, San Martino)attenzione alle necessità che di volta in volta si presentano ( esempio Tsunami in Thailandia )
redazione giornalino parrocchiale “Catene in missione” sensibilizzazione della comunità al volto missionario
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La Thailandia è uno stato dell'Asia sud-orientale; Bangkok, la capitale, è situata all'estremità settentrionale del Golfo del Siam. Il paese è diviso politicamente in 76 province, tra province del Nord, del Centro e del Sud, dell'Est e del Nord-Est; quella di Nonthaburi dove vive Suor Angela, si tova subito a nord di Bangkok, e insieme ad altre 18 province fa parte della Thailandia centrale. La regione di Krabi invece, dove pure è attivo il progetto della Caritas Veneziana , si estende nella parte meridionale del paese, ed è più vicina al mare e quindi è risultata più colpita dallo tsunami del 2004.
Suor Angela Bertelli è nata a Santa Croce nel 1959. Dopo aver conseguito in Italia il diploma di infermiera professionale e negli Stati Uniti il diploma di fisioterapista, nel 1993 prende i voti come Missionaria Saveriana: la sua prima destinazione è la Sierra Leone, dove vive sulla propria pelle, insieme ad alcune consorelle, il dramma del rapimento da parte dei guerriglieri del F.U.R. (Fronte Unito Rivoluzionario).
Nel 2000 viene inviata in Thailandia dove lavora ancora adesso come fisioterapista, collaborando con Padre Adriano Pelosin. A lei viene affidata la Casa degli Angeli (House of Angels) , una struttura realizzata a Bangkok col sostegno della Caritas Veneziana e che ospita bambini disabili o traumatizzati dallo tsunami, talvolta anche rimasti orfani.
Suor Angela Bertelli, C70 Pime House, 63/13 MOO 1 Tiwanon Road, BAN MAI - PAKKRET - NONTHABURI 11120 - THAILANDIA
Il progetto House of Angels , realizzato dalla Caritas Veneziana, prevede la costruzione di un centro specializzato polifunzionale, una "casa", alla periferia di Bangkok, da destinare ai bambini poveri degli slums portatori di handicap e per i quali sia necessaria una terapia di riabilitazione.
Padre Antonio Pelosin e Suor Angela offrono loro primo soccorso, cure terapeutiche e riabilitative, informazione, nonchè sostegno alle famiglie. In caso di bambini orfani di entrambi i genitori si provvede al loro inserimento in case famiglia, che vivono con l'aiuto dei "genitori a distanza".
Quando occorre, Suor Angela e i suoi collaboratori visitano i bambini bisognosi anche a domicilio , prestando loro le cure del caso e offrendo aiuti anche economici per permettere alle famiglie di sostenere i costi.
Per il progetto è prevista una durata quinquennale , dal febbraio 2005 al febbraio 2010.
Ultime notizie dalla Thailandia: 22 aprile 2007, Suor Angela racconta ...
"Siamo state a visitare Phak. Non sapevamo di lui, anche se non abita molto lontano da noi. Basta attraversare la strada: una casetta di legno, povera, una sola stanza, con divisorie di compensato per isolare il letto del malato. È un giovane di ventiquattro anni, quadriplegico dopo un incidente in moto avvenuto due anni fa. Comprende tutto, ma riesce a dire una sola parola khrap che indica assenso. Per il resto se la cava gesticolando. Figlio unico, vive con la mamma, Urai, abbandonata dieci anni fa dal marito. La donna è sola nella cura di Phak; si arrangia a vivere cucendo sacche di tela e custodendo nel suo cortiletto i motorini che vi depositano i ragazzi della scuola vicina.
Non può pensare a riabilitare con fisioterapia il giovane: costerebbe troppo e la città di Chiang Mai è lontana. Così Urai, guidata dal buon senso e dall'amore, ha stimolato il figlio a movimentare gli arti. Questo ha permesso a Phak di imparare a girarsi su un fianco da solo, prevenendo le piaghe da decubito altrimenti inevitabili in questo clima torrido e umido.
Urai aveva sentito dire che c'era una sister che poteva aiutarla nella cura suo figlio, ma lei, buddista, non aveva avuto il coraggio di venire a cercarmi al Centro Cattolico. Ha però accettato cordialmente la nostra visita e l'aiuto offerto, cooperando con estrema disponibilità e imparando presto gli esercizi, perché Phak possa migliorare. Cosi, ho cominciato ad andare tutti i giorni casa sua. Dalla fisioterapia per Phak siamo presto passate a condividere la storia della sua vita e la sua preghiera buddista.
Mi diceva: "Prego per cercare di non serbare rancore verso mio marito, che se n'è andato con un'altra donna lasciandomi sola. Desidero avere il cuore in pace, e chiedo salute e forza per servire mio figlio fino a quando non se la caverà da solo. Vedo che lui sta migliorando, ora riesce a stare seduto. Dio ci sta aiutando, vero sister?" Le brillano gli occhi di gioia. Le rivelo che anch'io sto pregando ogni giorno per la guarigione di Phak. Dio alla fine premierà i nostri poveri sforzi.
Il figlio ci guarda commosso. Un incontro "per caso”, come "per caso" abbiamo conosciuto l'organizzazione cristiana che può donare una sedia a rotelle. È "per caso", oppure il Signore ha ascoltato la preghiera e premiato la fede nascosta e sofferta di quella mamma? Quale mistero di Grazia racchiudono le povere pareti di legno di quella casa, in quel luogo sperduto tra le montagne del nord della Thailandia! Urai, senza neppure saperlo, offre la sua vita minuto dopo minuto al Signore, vivo e presente nel figlio bisognoso di tutto.
Il nome Urai è significativo: vuol dire oro. Sì, oro vero, che esce dal crogiuolo della sofferenza e della solitudine. Nella prova la fede si è rafforzata ed è stata anzi premiata. “Per caso”.
© www.saveriane.it 2006 © Missionarie di Maria - Saveriane • misma.cm@libero.it
L'Ecuador è uno stato del Sudamerica affacciato sull'Oceano Pacifico, diviso amministrativamente in 22 province; nella parte centrale del paese si trova la provincia di Bolivar, che ha per capoluogo Guaranda. La parrocchia di Salinas è situata a 3.600 metri di altitudine, e conta una popolazione di circa 10.000 persone, tra indigeni e meticci.
Padre Antonio Polo, missionario salesiano, è nato a Venezia nel 1939. La sua avventura ecuadoriana inizia molto presto, quando, ancora studente presso l'Università Salesiana di Roma, legge per caso un avviso pubblicato dall'Organizzazione Mato Grosso, che stava cercando un sacerdote, possibilmente sociologo, disposto ad accompagnare un gruppo di suoi volontari in Ecuador.
Detto fatto, nell'estate dello stesso anno (1970), appena terminate le lezioni, padre Polo parte insieme ad altre 13 persone: destinazione Simiàtug, piccolo paese andino, dove vengono inviati a costruire un dispensario medico.
Qua giungevano per ricevere cure anche persone che "venivano da lontano": i Salineros , con i quali strinsero amicizia e che li invitarono a visitare il loro paese, Salinas de Guaranda ..... Dopo il suo rientro in Italia, il tempo ètutto impegnato per organizzare una nuova spedizione OMG in Ecuador, che lo porterà a Salinas: da quel lontano luglio 1971 padre Polo non ha più lasciato il paese, realizzando un esempio di sviluppo locale a dir poco straordinario.
dal testo "La puerta abierta"
di padre A. Polo
Il primo passo concreto nella realizzazione del progetto fu quello, nel 1972, di organizzare una Cooperativa di Risparmio e Credito, che rimane fino ai nostri giorni una delle istituzioni più importanti del centro parrocchiale; a seguire, lungo il corso del primo primo decennio si pensò al progetto di elettrificazione (con un motore OMG), al miglioramento delle infrastrutture, completando a poco a poco la rete viaria per facilitare i collegamenti tra i vari paesi, e alla costruzione di alloggi.
Tra il 1978 e il 1980 si realizzano le prime due opere "importanti": il caseificio e la fabbrica di insaccati; ma soprattutto si organizza il Gruppo Giovanile, che tanta parte avrà nell'arco del decennio successivo.
A lui infatti si devono i programmi di forestazione, l'apertura di una attività di compravendita di funghi secchi e il laboratorio di falegnameria; nel 1992 viene inaugurato l'hotel "El refugio" di proprietà del Gruppo Giovanile e da lui stesso amministrato. Vedono la luce la fabbrica di torroni e la fabbrica di marmellata e si inizia a sperimentare la piscicoltura.
Nel 2001 iniziano i lavori per la costruzione della tanto attesa Sede dell' Hogar femminile.dal testo "La puerta abierta"
di padre A. Polo
Ultime notizie dall'Ecuador: gennaio 2007, padre Polo racconta.....
Che cosa ha Salinas da mostrare a chi viene o da portare a chi è disposto a riceverci? Chiunque ci conosca un po' risponderebbe senza esitazione: "A fare buoni formaggi, a produrre gustosi insaccati, a preparare buone marmellate e torroni o deliziosi prodotti al cioccolato, a utilizzare le erbe medicinali ed aromatiche, a seccare i funghi, a filare, a tessere..." Chi ci conosce un po' meglio invece direbbe: "Tutte cose buone, ma bisogna partire dalle intuizioni di fondo che sono l'organizzazione comunitaria e una contabilità minuziosa e trasparente..." Per quanti hanno vissuto fin dall'inizio la bella avventura, gli ingredienti "nascosti" sono i più importanti e sono i valori del Regno: Quel Regno di Dio che Mons.Candido Rada ci ha affidato in questa porzione "abbandonata" della sua Diocesi, con una consegna chiara e precisa: "Annunciate la catechesi, celebrate la Santa Messa e i sacramenti e.... costruite il sogno di Gesù in questo mondo uscendo dalla miseria e dalla povertà in solidarietà senza nuovi padroni".
A questo punto per concludere vi racconto un aneddoto di questi ultimi giorni. Mi chiamano per una confessione: Juan Manuel sta morendo! Mi guidano alla sua casa e mi coglie una strana impressione: "Qui sono già stato, molti anni fa... certo, si tratta della casa del Terratenente che dominava la nostra valle. In questa stessa abitazione Juan Manuel serviva come "peon", ora chiude gli occhi a "casa sua". Da tempo i campesinos sono liberi, non si sente più l'espressione di sottomissione : "Sì, patron!" ma quella della solidarietà: "Sì, compagneros!".
La strada è migliorata, la libertà non è sfociata nell'individualismo, ma si è realizzata nel lavoro comunitario. Possiamo ringraziare di cuore il Signore e tutte le persone che hanno reso visibile la sua Provvidenza, accompagnando in vari modi questa bella avventura. Allo stesso tempo dobbiamo riconoscere che il cammino è ancora lungo... per superare dolorose differenze, per essere utili a molti altri poveri che cercano il nostro aiuto e, soprattutto, per vivere con maggior autenticità ed entusiasmo i valori, cristiani ed umani, di cui tanto volentieri parliamo.
Il Signore ci aiuti a vivere in pienezza il suo messaggio di amore e solidarietà! Un augurio sincero e cordiale a tutti gli amici e a tutte le amiche.
Il Kenya è uno stato dell' Africa Orientale, confinante ad est con l'Oceano Indiano; è diviso amministrativamente in sette province, alle quali si aggiunge una regione indipendente.
La missione Saint Mark di Ol Moran fa parte della diocesi di Nyahururu , distretto di Laikipia, situato nella provincia di Rift Valley (capoluogo Nakuru).
La storia inizia una decina di anni fa, con la nascita della stessa parrocchia di Ol Moran, per la precisione il 1° gennaio 1997; il primo parroco inviato a prendersi cura di questa nuova realtà è il missionario veneziano Don Giovanni Volpato, che verrà poi coadiuvato nel suo lavoro, a partire dal 2002, dalle suore Ancelle della Visitazione. L'ultimo sacerdote invece a partire è stato Don Giacomo Basso, della parrocchia di San Lorenzo, che ha lasciato Mestre alla volta del Kenya il 16 gennaio 2007.
La parrocchia di Ol Moran è divisa in 16 cappelle dislocate su tutto il territorio, e numerosi sono i progetti e le attività portate avanti quotidianamente; tra queste ricordiamo le cooperative locali, come il laboratorio-cooperativa Githima Spinners, formato interamente da donne, e che produce articoli tessili e souvenires.
La Ol Moran Cereal Cooperative che raccoglie circa 200 famiglie ed ha un ruolo di ammortizzatore fra contadini e grossisti, per ridurre il rischio di speculazioni da parte di questi ultimi ai danni dei contadini. La cooperativa possiede anche un magazzino che è stato costruito con denaro di soci e donatori.
Numerose le iniziative per risolvere il costante problema dell'approvvigionamento idrico, con pompe a energia eolica o solare, oppure con la realizzazione di bacini di raccolta per acqua piovana. Non viene trascurata l'istruzione, con la realizzazione di una scuola superiore presso la Missione nel paese limitrofo ad Ol Moran.
Vuoi diventare "Amico di Ol Moran"? Chi è l' amico di Ol Moran? E' una persona che vuole conoscere meglio la realtà missionaria di Ol Moran e delle altre alle quali siamo legati; è una persona che vuole sostenere come può la missione di Ol Moran e non solo: con contributi economici, di tempo, sensibilizzando la parrocchia...
E' una persona che vuole mantenere i contatti con don Giacomo e gli altri amici che operano nella missione.
Vuoi saperne di più? Scrivi o telefona a Don Gilberto, dongilberto@duomodimestre.it
Ultime notizie da Ol Moran: 28 aprile 2007, don Giacomo Basso racconta.....
Un saluto a tutti voi!!! Eccomi finalmente qui, dopo che diversi di voi hanno chiesto notizie di quaggiù. Qui tutto molto bene! La Pasqua ci ha tenuto tutti molto impegnati..
Sono stato molto contento di questa prima Pasqua in Kenya. La gente della nostra Ol Moran sta imparando a partecipare sempre meglio alle celebrazioni pasquali, che come potete ben mmaginare, da queste parti non sono di "lunga tradizione". Non solo perchè la parrocchia esiste solo da 10anni, e prima la gente era troppo lontana dalla parrocchia di Kinamba, a cui apparteneva Ol Moran (20km da qua). Ma anche perchè nei primi anni èstato difficile proporre tutti gli appuntamenti della Settimana Santa, anche per "semplici" motivi di sicurezza.
Durante gli scontri tribali la gente non si muoveva di sera, assolutamente. Quindi anche la Veglia Pasquale non si faceva con la partecipazione di molti (come anche la messa di mezzanotte di Natale). Diciamo che è da tre-quattro anni che le cose si stanno consolidando,sebbene certi problemi di sicurezza non siano del tutto risolti.Tutti sanno che lo scorso agosto c'è stata l'ultima crisi che ha fatto perdere 4 cappelle alla missione. Ogni tanto si sente ancora qualche episodio di scontri, come il contrasto di qualche giorno fa tra alcuni banditi Samburu e dei Pokot. Episodi, non crisi, ma che rivelano una situazione non del tutto stabilizzata. E senz'altro una responsabilità della missione è la promozione della pace: altrimenti senza pace i problemi di questo territorio si ingigantiscono ancora sivriesce a pensare nessun sviluppo.
Ma non sono tutte tragedie, anzi! Come dicevo, la gente dimostra anche la voglia di partecipare e per lo meno le potenzialità di costruirsi. I giovani sono una promessa per il futuro.. La domenica dopo Pasqua, chiedete agli ospiti che erano con noi, c'è stata una messa particolare dei giovani convenuti alla grande da tutte le cappelle della parrocchia. "Rigenerante" è l'aggettivo (usato spesso dal nostro Patriarca) che mi è parso più appropriato per descrivere l'esito di quella liturgia! E più entro in questa realtà, più sento il bisogno di pensare, conoscere, anche studiare, per individuare i passi più utili da fare nel futuro e lanciarmi sempre più nel lavoro che nemmeno qui manca!
Carissimo Gianluca, grazie della tua! Si siamo prossimi all'apertura e benedizione della “Casa degli Angeli" che sarà il 24 febbraio alle 10, assieme alla festa della parrocchia dove la Casa è situata, parrocchia che è intitolata a Nostra Signora della Misericordia, Our Lady of Mercy. Avrei desiderato che anche l'apertura cadesse il giorno 11 febbraio, assieme ai festeggiamenti della Madonna di Lourdes anniversario solenne dei 150 anni delle apparizioni ... sì perché la Madonna è il "manager della Casa" in primis nonché il "Primario" per i bimbi che saranno ospitati! Già la benedizione della prima pietra era avvenuta quel giorno l'11 febbraio del 2007 ... ma comunque la madonna non mancherà di dare la sua protezione ugualmente! La Casa sarà gestita più o meno così: un gruppetto di mamme con bimbi disabili stabilmente presente (sono i casi più gravi di abbandono da parte dei genitori o del papà); altri verranno per il day care (coloro che possono andare avanti e indietro con un minimo viaggio – residenti vicini); altri che vengono da lontano e risiederanno in tempi di una due settimane per la terapia per poi tornare a casa. La Casa degli Angeli, vorrebbe essere un sostegno per le mamme e le famiglie con bimbi disabili sia riguardo alla fisioterapia e tutta la cura che concerne il loro stato ... ma ancor più e soprattutto vorrebbe essere un luogo d’incontro con Gesù innocente, crocifisso e vivo ... nella persona di questi piccoli che ne condividono la sofferenza nell'innocenza. Questi bimbi bisognosi di tutto ma soprattutto di amore sono come lo stimolo più forte, il richiamo più chiaro per tutti noi a volere bene in modo più puro, disinteressato e incondizionato. Quasi ci "tirano fuori dal più profondo" le energie di bene più vere che Dio ci mette in cuore. Più che l'aiuto che noi diamo loro, loro stessi ci aiutano a diventare persone adulte nell'amore, capaci di sacrificio e condivisione. La loro presenza silenziosa è un invito discreto ma innegabile a "essere per" loro, a servire un altro, un Altro in loro. In questo rapporto con un Dio nascosto dietro il loro volto sorridente, un rapporto semplice e pieno di piccoli servizi, le mamme, noi stessi, coloro che aiuteranno a diversi livelli, potranno avere l'occasione di scoprire il grande mistero della vita nostra e altrui, mistero che è avvolto nell'amore incessante di Dio per ciascuno e che vuole mostrarsi nella semplicità di un servizio e magari di un sorriso dato e ricevuto con cordialità. L'educazione profonda delle persone per aiutarle a scoprire e cogliere questo Mistero operante continuamente nella vita di ciascuno, ma soprattutto a contatto con queste situazioni di disabilità povertà, abbandono, può davvero cambiare la loro vita ... questo è già avvenuto in una mamma in particolare (vedi lettera di Natale ...) e sta avvenendo in altre e in me stessa che ti scrivo ... è perciò un cammino insieme di scoperta della dignità profonda di ogni persona a partire dai più piccoli, dalla sofferenza ... da tutte quelle situazioni che noi cancelleremmo volentieri dalla nostra vita o ci sono di scandalo. Questo tentativo qui in Tailandia diventa perciò un modo nuovo di evangelizzazione per portare la buona Notizia di Dio che abbraccia l'uomo in tutti i suoi aspetti, che condivide con noi sofferenza e rigetto, incomprensione e solitudine, perché al fine vinca l'amicizia e l'amore che solo Lui può donare e creare nuova solidarietà tra gente prima chiusa in una baracca dei bassifondi o in una stanzetta con il proprio dolore e la vergogna di un figlio disabile. Questo Spirito, che chiedo al Signore come unica cosa necessaria da cui però tutto il Bene possibile e inimmaginabile può fiorire, è l'unica cosa che conta. Il Signore non ha mancato di offrire la Sua Provvidenza in modi meravigliosi attraverso tanta gente buona, sensibile, pronta al sacrificio come voi ... e questo è per me commovente oltre modo e non fa che rinnovare in me/noi qui la gratitudine per il dono di voi stessi come canale della Sua Misericordia ... non posso perciò non continuare a chiedervi che il dono grande della Preghiera, perché questo Spirito non si spenga, ma fiorisca tra le mamme e tutte le persone che verranno a contatto con la Casa degli Angeli. Oso pensare che sia il desiderio stesso di Dio e della Madonna: una casa degli Angeli dove questi angioletti ci annunciano la venuta-nascita-presenza di Gesù e il Suo amore per tutti noi fino alla sofferenza della croce che da sola però apre le porte alla Vita piena e vera della Risurrezione. A voi "CRISTIANI" non posso chiedere che quest’aiuto insostituibile della preghiera, vi chiedo di essere missionari con la preghiera e la comunione di Spirito. Tanti i bisogni che si cercano di servire ma uno solo è il Vero Bisogno più profondo: bisogno della compagnia di un Dio così! come Gesù! soprattutto per delle persone che non hanno mai conosciuto Dio! in mezzo ad una cultura buddista che vuole ignorare e allontanare la sofferenza per arrivare al nirvana del nulla e della solitudine con se stessi e la propria virtù di elevarsi tra una massa di persone che sono vittima di una reincarnazione fatalista e senza speranza. Questa è la grande sfida e la Casa degli Angeli può e deve diventare luogo di evangelizzazione, luogo di incontro col Signore Gesù, luogo di formazione di una umanità nuova per tutti e di gioia per gli angioletti e per coloro che li incontrano e servono. CON IMMENSA GRATITUDINE PER TUTTI, PER CIASCUNO DI COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO E CONTRIBUISCONO AL PROGETTO CON LA SOFFERENZA, LA PREGHIERA IL SACRIFICIO CHE IL SIGNORE VI BENEDICA CON LA PIENEZZA DEL SUO AMORE vostra M. Angela.