Scout
Da 30 anni presente a Catene, il gruppo scout aiuta bambini, giovani e adulti a vivere nel mondo i valori cristiani, all'insegna dell'amicizia, dell'avventura e del servizio.
LUPETTI: bambini e bambine tra gli 8 e gli 11 anni
ESPLORATORI E GUIDE: ragazzi e ragazzi di età compresa tra i 12 e i 16 anni
CLAN: giovani dai 17 ai 21 anni

UN FAZZOLETTONE CELESTE
Le origini degli scout a Catene

il racconto di uno dei fondatori del gruppo per rimotivare gli scout di oggi e suscitare un po' di curiosità a possibili scout di domani.
Era la seconda metà degli anni settanta e anche in quegli anni i problemi non mancavano: anni di piombo, lavoro difficile da trovare, preti scarsi, ecc. Sembra ieri….
A Catene non avevamo, infatti, il cappellano e il compianto Parroco Don Giuseppe (già ormai Mons. Molin) veniva aiutato nella pastorale da un giovane Don Carlo che veniva il sabato pomeriggio e rimaneva fino a domenica mattina.
Era proprio quella del sabato sera la riunione alla quale partecipavamo noi giovani di allora. Si parlava di tutti i nostri problemi, ma soprattutto si imparavano gli insegnamenti della Parola di Dio e si pregava.
Anche quello di mettersi a disposizione senza farci troppi problemi è stato un prezioso insegnamento che Don Carlo ci ha trasmesso.
Un sabato sera si presentarono due ospiti a tutti noi sconosciuti: Leone e Igino. Venivano da Scorzè e ci parlarono di un "sistema" per fare stare insieme i ragazzi a noi quasi completamente sconosciuto: lo chiamavano scautismo.
Devo dire, onestamente, che quella sera non ho neanche tanto ascoltato quello che quei due dissero, anche perché usarono uno strano linguaggio con dei termini per lo più a me oscuri. Scoprii più avanti che si trattava di "scautese".
Fu alla fine di quella riunione che, come solitamente si faceva, fermandoci a chiacchierare tirando un po' tardi, Don Carlo avvicinò un gruppetto di noi giovani (avevamo quasi tutti 17 – 18 anni) avanzandoci una proposta: perché non formiamo un gruppo scout a Catene?
Non credo che aver dato una pronta risposta positiva a questo invito, sia stato un atto di eroismo o di coraggio, né tanto meno incosciente, credo che sia stato, per noi, il dare una risposta concreta a quel desiderio di essere partecipi alla vita sociale e comunitaria, che ogni giovane ha dentro di sé: ieri come oggi.
Non era, per noi, la risposta a un bisogno della Parrocchia di avere delle aggregazioni giovanili (contemporaneamente Don Carlo fece anche la proposta di formare l'Azione Cattolica), neanche la necessità di occupare meglio il nostro tempo: fu raccogliere una sfida dopo averne avuto l'opportunità: usando le parole di San Paolo "ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini"(1Co 1:25).
Iniziammo così un anno intero di formazione presso lo storico gruppo Scout Scorzè 1 a quel tempo facente parte della nostra zona (zona: termine scout che significa insieme di gruppi presenti in territori contigui) .
Ogni giovedì sera si andava quindi a Scorzè con la macchina della Milly (chiamata Niky: come Lauda, vista la tecnica di guida) dopo cena e fino a tarda sera (talvolta notte) ad imparare la teoria.
Poi, ogni tanto (diciamo spesso), durante i fine settimana, c'era l'uscita (altro termine scout oggi usato un po' da tutti) per sperimentare anche la pratica.
Nella tarda primavera del 1977, dopo una settimana di campo alla base scout (casa e terreno attrezzato per uscite e accantonamenti……) di Cornuda, quel piccolo gruppo di giovani di Catene fecero la loro promessa e venne loro messo al collo un fazzolettone celestino: lo stesso colore che ancora oggi borda i fazzolettoni del nostro gruppo.
A settembre di quello stesso anno con un banchetto alle porte della Chiesa, sono state raccolte le "preiscrizioni" al nascente gruppo scout CATENE 1° (il "primo" dimostra quanto noi sperassimo che il nostro esempio fosse seguito da altri giovani di Catene….).
A marzo del 1978 fu inviato il primo censimento (iscrizione all'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) e il gruppo CATENE 1° nacque ufficialmente.
L'impressione di essere dei pionieri l'abbiamo avuta da subito, ma non ce ne siamo mai fatti un grosso problema, diciamo che l'incoscienza era da noi considerata essere nelle mani della provvidenza o meglio del Signore dal quale abbiamo sempre avuto l'idea di essere stati chiamati per svolgere questo servizio (altro termine scout, ma che oggi potremo sostituire con "essere educati al gratuito").
Adriano Doria